Volontariato a Medesano

"Per tutti, Con tutti!!!"

Le gita scolastiche: un'importante occasione formativa ed educativa.

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L'articolo pubblicato sulla "Gazzetta" del 19 ottobre scorso dal titolo "Crolla il mercato delle gite scolastiche" prende in considerazione tale fenomeno unicamente a livello economico in termini di "ricadute negative sul fatturato delle industrie dei viaggi". Credo però sia ugualmente importante sottolineare il venir meno di un fondamentale momento educativo e formativo, oltre che didattico, complementare alle lezioni frontali in classe, per un approccio meno superficiale allo studio delle scienze geografiche.
La lezione itinerante si propone infatti di aiutare gli alunni a leggere la ricchezza semantica dei luoghi presentando il territorio come un museo all'aperto, forgiato dal biunivoco rapporto fra componente spaziale e componente antropica nella loro plurisecolare stratificazione. Inoltre, se il viaggio è sempre stato legato alla conoscenza dello spazio tellurico, si può nello stesso tempo rilevare come esso preveda anche valenze di tipo metaforico e psicologico che concorrono ad arricchire l'Io individuale.
La scoperta di nuovi orizzonti assume quindi risvolti che abbandonano la mera territorialità per entrare nella mente e nel cuore dell'Uomo, il quale ha sempre cercato di conoscere meglio se stesso mettendo a dura prova le certezze acquisite attraverso il contatto con nuovi orizzonti.
In tale ottica i docenti ed i compagni di classe diventano compagni di avventura in una continua osmosi di esperienze e di confronto fra identità e culture diverse.
Cerchiamo perciò, nel limite del possibile, di non privare i giovani di questa esperienza unica la quale, oltre a trasmettere nozioni, rimarrà incisa indelebilmente nel vissuto di tutti i partecipanti alle escursioni. Insegnamo ai nostri alunni l'amore per i viaggi ed il gusto della scoperta di nuovi spazi, affinchè possano conservare anche da adulti quella curiositas e restare "bambini che schiacciano il naso contro i vetri [del treno in corsa]" come scrisse Saint-Exupéry ne ll piccolo principe, per scoprire sempre nuovi paesaggi fuori e dentro di sè.
"Solo camminando si apre il cammino" (proverbio brasiliano) e la geografia, come sosteneva un mio vecchio professore universitario, si fa (anche) con i piedi.
 
Andrea Bisi
(Consigliere regionale AIIG Emilia-Romagna)