Volontariato a Medesano

"Per tutti, Con tutti!!!"

Carta dei Valori del Volontariato

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Carta dei Valori del Volontariato

 

(elaborata da FIVOL e Gruppo Abele e proposta a tutti i volontari e alle loro organizzazioni, affinché ne discutano e diano il loro contributo per il testo definitivo)

 

 

I. I PRINCIPI FONDANTI

 

  1. Volontario è la persona che liberamente e      gratuitamente, adempiuti i propri doveri civili e di stato, si pone a      disposizione della comunità, promovendo risposte efficaci e creative ai      bisogni del territorio. Egli dunque ispira e motiva la propria vita a fini      di solidarietà, responsabilità e giustizia sociale, utilizzando le proprie      capacità e competenze in iniziative a favore degli altri e del bene      comune.
  2. Il volontariato è l’azione gratuita che i      volontari possono compiere individualmente, attraverso aggregazioni      spontanee o in forme organizzate.
  3. Il volontariato concorre alla crescita della      solidarietà e della responsabilità attraverso la partecipazione. Mira      anzitutto alla formazione di cittadini responsabili, premessa      indispensabile per promuovere l’impegno gratuito e spontaneo; pertanto non      si occupa solo di coloro che sono esclusi o in stato di disagio,      sofferenza e abbandono o di problemi sociali, ambientali e di emergenze,      ma si rivolge anche agli inclusi e a tutti i cittadini perché si facciano      carico dei problemi del territorio di appartenenza.
  4. Il volontariato è pratica di cittadinanza      solidale liberamente organizzata e variamente motivata ma comunque      finalizzata all’allargamento della sfera pubblica e dei beni comuni e allo      sviluppo della comunità e dei suoi membri. Impegnandosi a rimuovere le      cause delle disuguaglianze economiche, culturali, sociali e politiche e      concorrendo alla formazione e alla tutela dei beni comuni, il volontariato      da una parte svolge opera costante di denuncia di tutte le forme di      degrado e delle sue cause, e dall’altra coinvolge la popolazione nella      costruzione di una giustizia globale. La cittadinanza è la visibilità      della dignità della persona e dei suoi diritti nella comunità in cui risiede.      E’ altresì la garanzia che i diritti umani fondamentali della persona      vengano garantiti e tutelati e che ogni persona possa partecipare allo      sviluppo civile della comunità. I diritti fondamentali e la cittadinanza      ad essi collegata è tale sempre, anche se: si è privati di libertà; si è      in condizione di esclusione sociale e di marginalità; si è in un Paese      diverso da quello di origine; e, infine, anche in mancanza di una      categoria della cittadinanza che superi gli stessi confini di nazione.
  5. Il volontariato si basa sulla solidarietà,      che significa operare per la crescita e lo sviluppo della comunità e dei      suoi membri a partire dagli ultimi. Una solidarietà che chiede di essere      vissuta nella molteplicità dei suoi significati: essa è accompagnamento      delle persone, azione di tutela, di inclusione sociale, di promozione, di      prevenzione, di partecipazione, di salvaguardia e valorizzazione dei beni      comuni.
  6. Il volontariato è azione gratuita. La      gratuità è l’elemento caratterizzante l’agire volontario, e lo distingue      dalle altre forme di impegno civile e da quello delle altre (differenzia      il volontariato da altre forme di impegno civile e dalle altre) componenti      del terzo settore.  Essa significa      assenza di guadagno economico, ma anche assenza di rendita di posizione,      libertà da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti e indiretti.      E’ testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell’utilitarismo      economico e dell’assolutizzazione del profitto. Nel volontariato la      gratuità è dono.
  7. Il volontariato è condivisione. Al centro      del suo agire c’è la persona considerata nella sua dignità umana e nella      sua unità, nel suo contesto e nel territorio in cui agisce singolarmente e      collettivamente. Ciò significa considerare ogni uomo come soggetto di      diritti, tutelando l’esercizio concreto e consapevole di questi fino al      traguardo di un’autonoma capacità di autoprogettazione. La crescita di      ciascuna persona non è però pensabile al di fuori dello sviluppo della      comunità territoriale di appartenenza.
  8. Il volontariato ha un ruolo politico nel      sollecitare e verificare la realizzazione dei diritti positivi,      nell’essere testimone attento dei bisogni e dei fattori di emarginazione e      degrado, nell’individuare soluzioni e servizi, nel progettare e valutare      le politiche sociali.
  9. Il volontariato ha una funzione culturale nel      proporre e diffondere stili di vita e valori caratterizzati dal senso      della responsabilità, dell’accoglienza e della solidarietà, in modo che      diventino patrimonio comune di coloro che vivono sul territorio.

 

 

II. ASPETTI REGOLATIVI

 

  1. L’attività di volontariato è nello stesso tempo azione e proposta culturale, è testimonianza saldata al fare, capace di proporre stili di vita e valori senza i quali non si realizzano  giustizia sociale, pluralismo culturale ed etnico, difesa dell’ambiente, miglioramento della qualità urbana, tutela e valorizzazione dei beni culturali, protezione civile, partecipazione alla vita sociale, e una politica intesa come organizzazione della speranza per un’azione di sviluppo e di maggiore giustizia.
  1. L’azione del volontariato è orientata alla      trasformazione del contesto sociale, e fornisce un contributo al      miglioramento della qualità della vita, in tutti gli ambiti della      comunità. Il volontariato si adopera perché si attivino tutte le risorse del      territorio al fine di fronteggiare “insieme” i meccanismi che      costituiscono svantaggio, sofferenza, discriminazioni sociali,      disuguaglianze sostanziali o degrado ambientale e culturale.
  2. L’azione volontaria, quando è relazione d’aiuto, è      accompagnamento rispettoso e non impositivo, reciprocamente arricchente,      disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo plasmare a propria      immagine o sostituirsi a lui. Essa dilata la libertà di tutti i soggetti,      riconoscendo ad ogni individuo, senza discriminazione, la dignità e la      capacità di essere attivo e responsabile protagonista della propria      storia.
  3. Il volontariato sta dalla parte di coloro che hanno      bisogno sviluppando interventi e servizi di accoglienza, primo aiuto e      ascolto, di tutela e promozione, di informazione e consulenza, di      orientamento e animazione, di accompagnamento e sostegno. Opera perché le      istanze e i problemi del territorio vengano considerati, valutati,      proposti alle istituzioni competenti e affrontati con originalità di      soluzione ed efficacia operativa.
  4. L’azione volontaria guida ed anticipa l’innovamento      socioculturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Il      volontariato sperimenta interventi e rischia per conto della comunità,      attrezzandosi con gli strumenti della progettualità, della verifica dei      risultati e del controllo di gestione. Anche quando si fa carico degli      esclusi evita di produrre percorsi segreganti e opera per il miglioramento      dei servizi per tutti.
  5. Il volontariato collabora con le altre forze del      territorio e con le istituzioni nella definizione delle politiche sociali      e nella programmazione degli interventi. Rifiuta però un ruolo di      supplenza delle eventuali carenze delle istituzioni pubbliche, esercitando      un continuo ruolo di critica e di proposta, perché adempiano al loro      dovere di garantire i diritti di tutti i cittadini. Il volontariato non      deve rinunciare alla propria autonomia in cambio di sostegno, economico o      politico che sia.
  6. Il volontariato svolge un’opera di mediazione,      sviluppando la capacità di aprire confronti e dialoghi, di ridurre      lacerazioni, di aprire nuove forme di comprensione e di conoscenza, di      incontro tra diverse fedi, norme e valori, abitudini e costumi per      superare un rapporto tra gruppi sociali segnato da diffidenza,      competizione, violenza, insicurezza.
  7. Per il volontariato giustizia e legalità sono      concetti strettamente connessi tra loro.       Sul fondamento della giustizia la legalità diventa lo strumento      indispensabile – anche se non esclusivo – perché equità e uguaglianza      siano valori realmente perseguiti. Il volontariato avversa ogni tipo di      formalismo astratto e burocratico, che risulta contrario alla giustizia.
  8. Per il volontariato trasparenza significa apertura      all’esterno, disponibilità a sottoporsi ad un controllo diffuso di      coerenza  tra l’agire quotidiano e i      principi enunciati.

 

 

III. GLI ATTORI

 

I volontari

 

Doveri

 

  1. I volontari devono conoscere fini, obiettivi,      struttura e programma della formazione sociale alle cui attività      partecipano in modo attivo e creativo.
  2. I volontari svolgono i loro compiti con competenza      e responsabilità, valorizzando il lavoro di équipe, e impegnandosi per      garantire la continuità dei progetti.
  3. Nello sviluppo responsabile della loro azione, i      volontari si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle      informazioni ed alle situazioni di cui sono venuti a conoscenza.
  4. Per svolgere nel modo migliore la loro azione, i      volontari si impegnano a formarsi con continuità e serietà.
  5. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la      dignità delle persone che incontrano e pongono sempre al centro del loro      impegno lo sviluppo integrale dei destinatari della loro azione.
  6. I volontari che operano dentro le organizzazioni      del terzo settore devono realizzare pienamente il loro ruolo sociale      sostenendone la finalità e l’attenzione ai bisogni più trascurati,      rafforzando l’autonomia dell’organizzazione e il legame al territorio,      contribuendo a motivare i lavoratori remunerati e il clima di lavoro,      permettendo e favorendo l’innovazione, la progettualità e l’assunzione del      rischio di impresa se è necessario per dare risposte ai bisogni.

 

Diritti

 

  1. L’impegno di ogni volontario, in quanto ha valore      di un diritto-dovere di cittadinanza, deve essere tutelato e promosso      rispettandone lo spirito, le modalità operative e l’autonomia      organizzativa.
  2. I volontari hanno diritto a partecipare attivamente      a tutti i momenti di vita e organizzazione dell’associazione, gruppo o      comunità in cui operano, nel pieno rispetto delle regole e delle      responsabilità in essi definiti. Hanno diritto ad essere ascoltati nelle      organizzazioni in cui operano.
  3. I volontari hanno diritto a ricevere      l’informazione, il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita      e per l’attuazione dei compiti di cui si assumono la responsabilità, nella      piena libertà di non essere coinvolti in attività per cui non si sentano      sufficientemente preparati.
  4. I volontari hanno diritto ad essere risarciti per i      danneggiamenti che subiscono nella realizzazione della loro azione      volontaria, e a ricevere la copertura assicurativa per i danni economici e      morali che potrebbero causare a terzi. Possono ricevere il rimborso delle      spese realmente sostenute per le attività di volontariato, ma non hanno      diritto a rimborsi spese forfetari.

 

 

Le organizzazioni di volontariato

 

  1. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi della partecipazione democratica valorizzando e promovendo il contributo ideale e operativo di ogni aderente. E’ compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei propri aderenti attraverso un lavoro di inserimento e affiancamento, e una attività costante di formazione, sostegno e supervisione.
  2. L’organizzazione di volontariato non è il solo attore delle politiche sociali, non si sostituisce agli altri soggetti responsabili, ma collabora con tutte le realtà che compongono la società, nella prospettiva di fondere sforzi comuni. Il volontariato ha grandi potenzialità, ma riconosce i propri limiti ed evita di accollarsi e di farsi carico di impegni che sono in prima istanza responsabilità di altri soggetti.
  3. Le organizzazioni di volontariato perseguono i propri fini statutari senza chiudersi nello stretto recinto del proprio operare, promuovono connessioni ed alleanze con altre organizzazioni di volontariato e di terzo settore e partecipano a coordinamenti e consulte che permettono azioni collettive e forza di pressione. Le organizzazioni di volontariato sociale sono luoghi permanenti di dialogo per formare un orientamento pubblico a beni comuni.
  4. Per il suo ruolo politico il volontariato ha diritto ad essere riconosciuto come soggetto di partecipazione nelle sedi appropriate di programmazione e valutazione delle politiche sociali e del territorio e quindi di prendere parte ai processi di cambiamento.
  5. La formazione deve accompagnare l’intero percorso dei volontari e sostenere costantemente le loro azioni, favorendo la coscienza delle proprie motivazioni ad operare solidaristicamente, formando la conoscenza profonda delle cause dell’ingiustizia sociale o dei problemi del territorio e le capacità e le tecniche specifiche necessarie per il lavoro e per la valutazione dei risultati.
  6. Le finalità sociali del volontariato non possono prescindere da una moderna cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento nella misura in cui realizzi attività di sensibilizzazione sui temi e problemi del sociale e favorisca la costruzione di rapporti e sinergie sul territorio. Il volontariato può così interagire al meglio anche con il mondo dei mass-media e dei suoi operatori per motivarli a veicolare messaggi ispirati dall’etica del volontariato e far conoscere azioni, interventi e finalità del proprio operare.
  7. Legalità e trasparenza nell’uso corretto del denaro, nei bilanci e nella distribuzione del lavoro e degli incarichi sono le condizioni imprescindibili perché le organizzazioni del volontariato sociale divengano “segno” visibile e credibile di libertà, giustizia, partecipazione e gratuità.                                       

 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

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Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'Assemblea Generale proclama

la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Dell'Uomo come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. 2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un'eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un'eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibiltà di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonchè della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

1. Ogni individuo accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie per la sua difesa. 2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese.

Articolo 14

1. Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni. 2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, nè del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. 3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

1. Ogni individuo ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. 2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21

1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese. 3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. 2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. 3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale. 4. Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. 2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. 2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. 3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. 2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e la libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. 2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. 3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

Chi siamo

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Questa è la nostra intenzione, ecco cosa intendiamo a fare nel nostro territorio di Medesano con La nostra Carta d'Intenti:


- Coltivare e migliorare il “Bene Comune” sul nostro territorio con la valorizzazione delle associazioni esistenti e delle loro attività attraverso potenziamento Sito Internet;
- Completare il censimento e la diffusione dei dati realizzando la Rete associativa, compilazione del questionario informativo dell'associazione;
- Elaborare e promuovere Progetti Comuni, anche, con e nella scuola (vedi Progetto Solidarietà in Rete), e la possibilità di formazione interna;
- Organizzazione Festa Annuale del Volontariato;
- Creazione dell’indirizzario comune, tra le associazioni, di “collegati” per far conoscere le varie iniziative;
- Realizzazione di un Organismo di gestione: un “Comitato Operativo” eletto dall’assemblea annuale, tale assemblea è aperta a tutti gli iscritti delle associazioni esistenti col compito di orientamento delle attività, valutazione del lavoro svolto ed elezione del Comitato Operativo.

Possono aderire al Comitato del Coordinamento i delegati delle Associazioni e persone singole che ne condividano finalità, obiettivi e iniziative.

 

Se anche tu sei interessato contattaci attraverso il form dei contatti.