Volontariato a Medesano

"Per tutti, Con tutti!!!"

Carta dei Valori del Volontariato

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Carta dei Valori del Volontariato

 

(elaborata da FIVOL e Gruppo Abele e proposta a tutti i volontari e alle loro organizzazioni, affinché ne discutano e diano il loro contributo per il testo definitivo)

 

 

I. I PRINCIPI FONDANTI

 

  1. Volontario è la persona che liberamente e      gratuitamente, adempiuti i propri doveri civili e di stato, si pone a      disposizione della comunità, promovendo risposte efficaci e creative ai      bisogni del territorio. Egli dunque ispira e motiva la propria vita a fini      di solidarietà, responsabilità e giustizia sociale, utilizzando le proprie      capacità e competenze in iniziative a favore degli altri e del bene      comune.
  2. Il volontariato è l’azione gratuita che i      volontari possono compiere individualmente, attraverso aggregazioni      spontanee o in forme organizzate.
  3. Il volontariato concorre alla crescita della      solidarietà e della responsabilità attraverso la partecipazione. Mira      anzitutto alla formazione di cittadini responsabili, premessa      indispensabile per promuovere l’impegno gratuito e spontaneo; pertanto non      si occupa solo di coloro che sono esclusi o in stato di disagio,      sofferenza e abbandono o di problemi sociali, ambientali e di emergenze,      ma si rivolge anche agli inclusi e a tutti i cittadini perché si facciano      carico dei problemi del territorio di appartenenza.
  4. Il volontariato è pratica di cittadinanza      solidale liberamente organizzata e variamente motivata ma comunque      finalizzata all’allargamento della sfera pubblica e dei beni comuni e allo      sviluppo della comunità e dei suoi membri. Impegnandosi a rimuovere le      cause delle disuguaglianze economiche, culturali, sociali e politiche e      concorrendo alla formazione e alla tutela dei beni comuni, il volontariato      da una parte svolge opera costante di denuncia di tutte le forme di      degrado e delle sue cause, e dall’altra coinvolge la popolazione nella      costruzione di una giustizia globale. La cittadinanza è la visibilità      della dignità della persona e dei suoi diritti nella comunità in cui risiede.      E’ altresì la garanzia che i diritti umani fondamentali della persona      vengano garantiti e tutelati e che ogni persona possa partecipare allo      sviluppo civile della comunità. I diritti fondamentali e la cittadinanza      ad essi collegata è tale sempre, anche se: si è privati di libertà; si è      in condizione di esclusione sociale e di marginalità; si è in un Paese      diverso da quello di origine; e, infine, anche in mancanza di una      categoria della cittadinanza che superi gli stessi confini di nazione.
  5. Il volontariato si basa sulla solidarietà,      che significa operare per la crescita e lo sviluppo della comunità e dei      suoi membri a partire dagli ultimi. Una solidarietà che chiede di essere      vissuta nella molteplicità dei suoi significati: essa è accompagnamento      delle persone, azione di tutela, di inclusione sociale, di promozione, di      prevenzione, di partecipazione, di salvaguardia e valorizzazione dei beni      comuni.
  6. Il volontariato è azione gratuita. La      gratuità è l’elemento caratterizzante l’agire volontario, e lo distingue      dalle altre forme di impegno civile e da quello delle altre (differenzia      il volontariato da altre forme di impegno civile e dalle altre) componenti      del terzo settore.  Essa significa      assenza di guadagno economico, ma anche assenza di rendita di posizione,      libertà da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti e indiretti.      E’ testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell’utilitarismo      economico e dell’assolutizzazione del profitto. Nel volontariato la      gratuità è dono.
  7. Il volontariato è condivisione. Al centro      del suo agire c’è la persona considerata nella sua dignità umana e nella      sua unità, nel suo contesto e nel territorio in cui agisce singolarmente e      collettivamente. Ciò significa considerare ogni uomo come soggetto di      diritti, tutelando l’esercizio concreto e consapevole di questi fino al      traguardo di un’autonoma capacità di autoprogettazione. La crescita di      ciascuna persona non è però pensabile al di fuori dello sviluppo della      comunità territoriale di appartenenza.
  8. Il volontariato ha un ruolo politico nel      sollecitare e verificare la realizzazione dei diritti positivi,      nell’essere testimone attento dei bisogni e dei fattori di emarginazione e      degrado, nell’individuare soluzioni e servizi, nel progettare e valutare      le politiche sociali.
  9. Il volontariato ha una funzione culturale nel      proporre e diffondere stili di vita e valori caratterizzati dal senso      della responsabilità, dell’accoglienza e della solidarietà, in modo che      diventino patrimonio comune di coloro che vivono sul territorio.

 

 

II. ASPETTI REGOLATIVI

 

  1. L’attività di volontariato è nello stesso tempo azione e proposta culturale, è testimonianza saldata al fare, capace di proporre stili di vita e valori senza i quali non si realizzano  giustizia sociale, pluralismo culturale ed etnico, difesa dell’ambiente, miglioramento della qualità urbana, tutela e valorizzazione dei beni culturali, protezione civile, partecipazione alla vita sociale, e una politica intesa come organizzazione della speranza per un’azione di sviluppo e di maggiore giustizia.
  1. L’azione del volontariato è orientata alla      trasformazione del contesto sociale, e fornisce un contributo al      miglioramento della qualità della vita, in tutti gli ambiti della      comunità. Il volontariato si adopera perché si attivino tutte le risorse del      territorio al fine di fronteggiare “insieme” i meccanismi che      costituiscono svantaggio, sofferenza, discriminazioni sociali,      disuguaglianze sostanziali o degrado ambientale e culturale.
  2. L’azione volontaria, quando è relazione d’aiuto, è      accompagnamento rispettoso e non impositivo, reciprocamente arricchente,      disponibile ad affiancare l’altro senza volerlo plasmare a propria      immagine o sostituirsi a lui. Essa dilata la libertà di tutti i soggetti,      riconoscendo ad ogni individuo, senza discriminazione, la dignità e la      capacità di essere attivo e responsabile protagonista della propria      storia.
  3. Il volontariato sta dalla parte di coloro che hanno      bisogno sviluppando interventi e servizi di accoglienza, primo aiuto e      ascolto, di tutela e promozione, di informazione e consulenza, di      orientamento e animazione, di accompagnamento e sostegno. Opera perché le      istanze e i problemi del territorio vengano considerati, valutati,      proposti alle istituzioni competenti e affrontati con originalità di      soluzione ed efficacia operativa.
  4. L’azione volontaria guida ed anticipa l’innovamento      socioculturale a partire dalle condizioni e dai problemi esistenti. Il      volontariato sperimenta interventi e rischia per conto della comunità,      attrezzandosi con gli strumenti della progettualità, della verifica dei      risultati e del controllo di gestione. Anche quando si fa carico degli      esclusi evita di produrre percorsi segreganti e opera per il miglioramento      dei servizi per tutti.
  5. Il volontariato collabora con le altre forze del      territorio e con le istituzioni nella definizione delle politiche sociali      e nella programmazione degli interventi. Rifiuta però un ruolo di      supplenza delle eventuali carenze delle istituzioni pubbliche, esercitando      un continuo ruolo di critica e di proposta, perché adempiano al loro      dovere di garantire i diritti di tutti i cittadini. Il volontariato non      deve rinunciare alla propria autonomia in cambio di sostegno, economico o      politico che sia.
  6. Il volontariato svolge un’opera di mediazione,      sviluppando la capacità di aprire confronti e dialoghi, di ridurre      lacerazioni, di aprire nuove forme di comprensione e di conoscenza, di      incontro tra diverse fedi, norme e valori, abitudini e costumi per      superare un rapporto tra gruppi sociali segnato da diffidenza,      competizione, violenza, insicurezza.
  7. Per il volontariato giustizia e legalità sono      concetti strettamente connessi tra loro.       Sul fondamento della giustizia la legalità diventa lo strumento      indispensabile – anche se non esclusivo – perché equità e uguaglianza      siano valori realmente perseguiti. Il volontariato avversa ogni tipo di      formalismo astratto e burocratico, che risulta contrario alla giustizia.
  8. Per il volontariato trasparenza significa apertura      all’esterno, disponibilità a sottoporsi ad un controllo diffuso di      coerenza  tra l’agire quotidiano e i      principi enunciati.

 

 

III. GLI ATTORI

 

I volontari

 

Doveri

 

  1. I volontari devono conoscere fini, obiettivi,      struttura e programma della formazione sociale alle cui attività      partecipano in modo attivo e creativo.
  2. I volontari svolgono i loro compiti con competenza      e responsabilità, valorizzando il lavoro di équipe, e impegnandosi per      garantire la continuità dei progetti.
  3. Nello sviluppo responsabile della loro azione, i      volontari si impegnano a mantenere una totale riservatezza rispetto alle      informazioni ed alle situazioni di cui sono venuti a conoscenza.
  4. Per svolgere nel modo migliore la loro azione, i      volontari si impegnano a formarsi con continuità e serietà.
  5. I volontari riconoscono, rispettano e difendono la      dignità delle persone che incontrano e pongono sempre al centro del loro      impegno lo sviluppo integrale dei destinatari della loro azione.
  6. I volontari che operano dentro le organizzazioni      del terzo settore devono realizzare pienamente il loro ruolo sociale      sostenendone la finalità e l’attenzione ai bisogni più trascurati,      rafforzando l’autonomia dell’organizzazione e il legame al territorio,      contribuendo a motivare i lavoratori remunerati e il clima di lavoro,      permettendo e favorendo l’innovazione, la progettualità e l’assunzione del      rischio di impresa se è necessario per dare risposte ai bisogni.

 

Diritti

 

  1. L’impegno di ogni volontario, in quanto ha valore      di un diritto-dovere di cittadinanza, deve essere tutelato e promosso      rispettandone lo spirito, le modalità operative e l’autonomia      organizzativa.
  2. I volontari hanno diritto a partecipare attivamente      a tutti i momenti di vita e organizzazione dell’associazione, gruppo o      comunità in cui operano, nel pieno rispetto delle regole e delle      responsabilità in essi definiti. Hanno diritto ad essere ascoltati nelle      organizzazioni in cui operano.
  3. I volontari hanno diritto a ricevere      l’informazione, il sostegno e la formazione necessari per la loro crescita      e per l’attuazione dei compiti di cui si assumono la responsabilità, nella      piena libertà di non essere coinvolti in attività per cui non si sentano      sufficientemente preparati.
  4. I volontari hanno diritto ad essere risarciti per i      danneggiamenti che subiscono nella realizzazione della loro azione      volontaria, e a ricevere la copertura assicurativa per i danni economici e      morali che potrebbero causare a terzi. Possono ricevere il rimborso delle      spese realmente sostenute per le attività di volontariato, ma non hanno      diritto a rimborsi spese forfetari.

 

 

Le organizzazioni di volontariato

 

  1. Le organizzazioni di volontariato si ispirano ai principi della partecipazione democratica valorizzando e promovendo il contributo ideale e operativo di ogni aderente. E’ compito dell’organizzazione riconoscere e alimentare la motivazione dei propri aderenti attraverso un lavoro di inserimento e affiancamento, e una attività costante di formazione, sostegno e supervisione.
  2. L’organizzazione di volontariato non è il solo attore delle politiche sociali, non si sostituisce agli altri soggetti responsabili, ma collabora con tutte le realtà che compongono la società, nella prospettiva di fondere sforzi comuni. Il volontariato ha grandi potenzialità, ma riconosce i propri limiti ed evita di accollarsi e di farsi carico di impegni che sono in prima istanza responsabilità di altri soggetti.
  3. Le organizzazioni di volontariato perseguono i propri fini statutari senza chiudersi nello stretto recinto del proprio operare, promuovono connessioni ed alleanze con altre organizzazioni di volontariato e di terzo settore e partecipano a coordinamenti e consulte che permettono azioni collettive e forza di pressione. Le organizzazioni di volontariato sociale sono luoghi permanenti di dialogo per formare un orientamento pubblico a beni comuni.
  4. Per il suo ruolo politico il volontariato ha diritto ad essere riconosciuto come soggetto di partecipazione nelle sedi appropriate di programmazione e valutazione delle politiche sociali e del territorio e quindi di prendere parte ai processi di cambiamento.
  5. La formazione deve accompagnare l’intero percorso dei volontari e sostenere costantemente le loro azioni, favorendo la coscienza delle proprie motivazioni ad operare solidaristicamente, formando la conoscenza profonda delle cause dell’ingiustizia sociale o dei problemi del territorio e le capacità e le tecniche specifiche necessarie per il lavoro e per la valutazione dei risultati.
  6. Le finalità sociali del volontariato non possono prescindere da una moderna cultura della comunicazione intesa come strumento di relazione, di promozione culturale e di cambiamento nella misura in cui realizzi attività di sensibilizzazione sui temi e problemi del sociale e favorisca la costruzione di rapporti e sinergie sul territorio. Il volontariato può così interagire al meglio anche con il mondo dei mass-media e dei suoi operatori per motivarli a veicolare messaggi ispirati dall’etica del volontariato e far conoscere azioni, interventi e finalità del proprio operare.
  7. Legalità e trasparenza nell’uso corretto del denaro, nei bilanci e nella distribuzione del lavoro e degli incarichi sono le condizioni imprescindibili perché le organizzazioni del volontariato sociale divengano “segno” visibile e credibile di libertà, giustizia, partecipazione e gratuità.